Guida
alla scelta del tuo hotel a Rimini, dove trascorrere le prossime vacanze.
La città è restituita alla Chiesa, a cui apparterrà per
tre secoli. Già nel 1509, con la costituzione Sipontina, il governo della
città era stato conferito al patriziato ed era stato creato un Consiglio
formato da cento nobili e trenta "artisti". Rappresentante locale
del papa è il governatore. Ha inizio un lungo periodo di stasi economica,
di passività e di indolenza. Del progressivo declino di Rimini è
indizio una storia povera di fatti, e quei pochi perlopiù disgraziati:
invasioni, saccheggi, carestie, pestilenze, inondazioni, terremoti. Nel 1529
a una fiera carestia segue una terribile pestilenza che fa quasi 3800 vittime.
Nel 1531 passano per Rimini le truppe di Carlo V; nel 1557 quelle francesi,
che saccheggiano brutalmente il territorio.
Nel 1672 la città è colpita dal più grave terremoto di
cui si ha memoria, che causa, oltre ad immensi danni, 460 vittime. Per tutto
il corso del XVIII secolo si susseguono ininterrotti passaggi di eserciti stranieri
- Austriaci, Spagnoli, Sardi, Napoletani - con occupazioni militari, saccheggi,
ruberie e violenze d'ogni genere. Un altro disastroso terremoto - quello della
notte di Natale del 1786 - chiude questo travagliato periodo.
Grazie a due vescovi c¢lti e sensibili - il Davia e il Valenti Gonzaga
- e per merito precipuo di un intellettuale di statura europea - il medico,
scienziato ed erudito Giovanni Bianchi (Jano Planco) - il Settecento è
tuttavia un secolo di grande vivacità culturale e di indubbio progresso
degli studi scientifici e storici.
Il 4 febbraio 1797, battute le truppe pontificie a Faenza, l'esercito francese
giunge a Rimini, festeggiato dai "giacobini" locali; il 6 vi pernotta
Napoleone. La città è aggregata alla Repubblica Cispadana e poi
alla Cisalpina, e diviene capoluogo del Dipartimento del Rubicone. Nel marzo
del 1815, dopo la sconfitta di Lipsia e l'abdicazione di Napoleone, Gioacchino
Murat fa tappa a Rimini e di qui lancia i due celebri appelli "per l'indipendenza
d'Italia".
Il 19 luglio la Romagna è restituita alla Chiesa. Il clima opprimente
della Restaurazione e il ristagno dell'economia fanno esplodere frequenti tumulti
alimentano una fitta rete di sette, a cominciare dalla Carboneria. Ai moti del
1831 aderisce anche Rimini, alla cui periferia, il 25 maggio, si combatte la
cosiddetta "battaglia delle Celle", ben nota per il vibrante scritto
di Mazzini Une nuit de Rimini. Esclusivamente riminese è la sollevazione
del settembre 1845, che ispirerà il noto saggio di D'Azeglio Degli ultimi
casi di Romagna. Il 30 luglio 1843, con l'inaugurazione del primo Stabilimento
Bagni, fondato dai conti Alessandro e Ruggero Baldini e dal medico Claudio Tintori,
nascono ufficialmente l'industria e la civiltà balneari. Nel 1857 si
apre il nuovo, monumentale teatro progettato da Luigi Poletti. Ad inaugurarlo
è la "prima" dell'Aroldo di Giuseppe Verdi.
Il 22 giugno 1859 Rimini, con tutta la Romagna, si stacca dallo Stato Pontificio;
il plebiscito del marzo 1860 ratifica l'annession
e al Regno di Sardegna con un diluvio di "sì".